14 Ott 2019, 12:32

Domenica 13 ottobre, in casa della Legio Invicta XV, le aquile U16 sono scese in campo per la prima partita ufficiale della fase di qualificazione al campionato nazionale di categoria.

Nei minuti iniziali il possesso è monopolizzato dai padroni di casa che provano ad imporre il loro gioco ed il loro ritmo con un prolungato multifase che, però, si scontra inesorabilmente con il muro difensivo dei biancocelesti, molto ordinati in campo e consistenti negli impatti. Smaltita la tensione del debutto, i laziali guadagnano il possesso e cominciano a prendere in mano le redini del match segnando tre mete frutto di un buon gioco corale. qualche disattenzione negli ultimi minuti costa ai ragazzi due segnature pesanti e così il primo tempo si chiude sul punteggio di 22 a 12 (4-2). Nella seconda frazione gli aquilotti ritrovano la giusta concentrazione, poi la migliore organizzazione collettiva e qualche strappo individuale fanno il resto, permettendoci di andare a meta altre cinque volte, subendone solo una nell’ultima azione; 55-17 (9-3) per i biancoazzurri il punteggio finale.

Ringraziamo i genitori e lo Staff della Legio per l’accoglienza e il buonissimo terzo tempo.

Una prestazione convincente quella messa in campo oggi dai ragazzi, siamo all’inizio e sappiamo che c’è tanto da lavorare ma c’è soddisfazione per questo ottimo avvio; adesso subito testa a domenica prossima quando affronteremo la franchigia Lions Alto Lazio nel debutto “casalingo”. Ci teniamo anche a sottolineare il grande coinvolgimento di tutti i ragazzi che fanno parte di questo gruppo e a ringraziare quelli che sono venuti a sostenere i loro compagni, come si fa in una grande famiglia quale vogliamo essere.

Lazio Rugby: Colangeli, Biagiotti, Evangelisti, Palmigiani (vc), Senise T, Bianco (c), Beni, Parodi, Buongiorno, Bottaro, Urbani, Moscioni, Corvasce, Cordì, Panei, Colagrossi, Pascale, Riccobello, Zacchilli, Bellafante, Ruffini.

Una triste nota a margine di questa giornata è la terribile notizia della scomparsa di Paco Fabrini, papà di Ravi, compagno di squadra e amico che oggi ha affrontato uno dei dolori più grandi che possano colpire un ragazzo. Il “cerchio”, classico rituale di fine gara, stavolta vuole allargarsi metaforicamente per abbracciare Ravi e la sua famiglia, attorno alla quale ci stringiamo tutti affettuosamente in questo difficile momento.